“Lin-credible” storia di Jeremy Lin al Teramo Basket. Il ds Marruganti: “Se non avesse firmato a New York, l'avremmo preso” | Stampa |
Lunedì 13 Febbraio 2012 12:48
Jeremy-LinSu qualunque sito specializzato, in ogni notiziario sportivo americano, nel più sperduto angolo del pianeta in cui si parla di basket Nba il protagonista della settimana appena trascorsa è stato Jeremy Lin. 23 anni, 191 centimetri disposti su un corpo di 91 kili, il laureato di Harvard (suo padre è di Taiwan, la madre è cinese ma è nato e cresciuto in California) ha sbalordito tutti in una manciata di partite. Tagliato nel giro di poche settimane prima dai Golden State Warriors e poi dagli Houston Rockets sembrava destinato al purgatorio della D-League (o al Teramo Basket!?!). L'arrivo dei New York Knicks, in cerca di un terzo/quarto playmaker a cui regalare scampoli di partita, ha quindi sparigliato le carte in tavola. Risultato? Lin ha collezionato dal 4 all'11 febbraio una media di 26,8 punti e 8 assist in 5 gare. Addirittura ne ha segnati 38 ai Los Angeles Lakers di Kobe Bryant portando i suoi alla vittoria e permettendo alla squadra della Big Apple di inanellare una striscia di 5 successi in una delle peggiori stagioni degli ultimi anni. Ed ecco che i media statunitensi si buttano a pesce su questo ennesimo "american dream" che "la terra delle opportunità" periodicamente fa vivere di riflesso a tutto il pianeta.

Mi pongo due domande adesso: siamo di fronte al nuovo Steve Nash dagli occhi a mandorla? E perchè parlare anche a Teramo di quello che tutti ormai soprannominano "Yellow Mamba" (per fare il verso a "Black Mamba", soprannome di Kobe Bryant) o "Lin-credible"? La prima risposta provo a darla io. E dico no, dato che il pur bravo Jeremy è esploso anche per contingenze fortuite, vista la situazione che regna nella squadra allenata da Mike D'Antoni, ma è presto per parlare della nascita di una nuova superstar della NBA. Lui ci ha messo del suo. Ha fatto vedere di essere un giocatore molto rapido, che da energia, capace tatticamente di fare buone letture, e soprattutto ha mostrato di essere affamato e tremendamente determinato. Ma senza altri elementi concomitanti, ora non staremmo qui a raccontare questa storia nella storia. Mi riferisco alle concomitanti indisponibilità delle superstar della squadra (Carmelo Anthony, Amare Stoudamire e Baron Davis), che inducono l'allenatore dei Knicks a tenere in campo il laureato di Harvard per molti minuti. Dandogli così la possibilità di potersi prendere anche 23 tiri (è capitato contro i Lakers) in una sola gara senza che altri si lamentino. Il tempo risponderà comunque meglio di me.

charles-jenkins-topE il secondo quesito? La parola passa direttamente al ds del Teramo Basket Lorenzo Marruganti, visto che lo scorso novembre le trattative per portare in biancorosso il portatore di palla cino-americano erano state avviate e chiuse: "Ovvio che ora mi mangio le mani, e anche i gomiti, perchè avremmo potuto vedere Jeremy Lin giocare al PalaScapriano e invece lo stiamo vedendo fare magie al Madison Square Garden di New York. Ma una serie di casualità hanno fatto si che la trattativa pur andata a buon fine non si concludesse col suo arrivo in città. Posso dire questo perchè conservo ancora una copia del contratto firmato con noi dal ragazzo lo scorso novembre". Parole che ascoltate oggi fanno un certo effetto. Ma Jeremy Lin mesi fa era ancora un perfetto sconosciuto per gli appassionati di baskt di tutto il mondo: "Lo abbiamo visto – racconta Marruganti – la prima volta alla Summer League Nba di Las Vegas nel 2010 e ci siamo subito innamorati delle sue giocate. Ora fa cose sbalorditive ma già in quell'occasione ci ha lasciato tutti a bocca aperta. Quando ci siamo trovati lo scorso novembre a dover sostuituire il sostituto di Trey Johnson, Brad Wanamaker, abbiamo aperto diverse strade ma lui era una priorità. Avevamo anche ricevuto dall'agente di Lin la copia firmata del contratto senza Nba escape ma in quei giorni frenetici a ridosso della fine della "serrata" dei pro americani ottenemmo anche l'ok di Charles Jenkins (nella foto a destra). E siccome dovevamo prendere una guardia realizzatrice andammo su Jenkins". Contratto senza Nba Escape! In una "terra parallela", indipendentemente dal lockout, Lin sarebbe rimasto in città fino alla fine della stagione a una cifra irrisoria (qualcosa come 120.000 dollari!) se pensiamo al conto in banca che si intravede adesso per il nativo di Palo Alto.

Ma c'è un seguito alla vicenda. Perchè era proprio destino che questo matrimonio non andasse in porto: "Finito il lockout Nba – continua Marruganti - per un mese e più di giocatori statunitensi che vogliono venire in Europa se ne vedono pochissimi o per nulla. Nel frattempo Lin e Jenkins si ritrovano a Golden State e ancora una volta il secondo viene preferito al primo. Lin viene quindi tagliato. A quel punto il ragazzo va a Houston per venire poi nuovamente lasciato libero. Noi siamo ancora in cerca di una guardia e torniamo sul giocatore. Lo avremmo preso di sicuro ma arriva la chiamata di New York e anche stavolta non se ne fa niente". E così finisce (senza mai iniziare) "Lin-credible" storia che abbiamo raccontato. Non sarà avvincente come quella che si sta vivendo aldilà dell'Oceano, the "PalaSkà Sensation" fa anche un po' sorridere mentre lo scrivo, ma poter accostare Teramo, seppur di riflesso al gotha del basket mondiale, era una tentazione troppo forte. Ora vado anche io a mangiarmi un po' le dita.

Paolo Marini
  
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Caro diario...

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