Teramo Nostra contro l'abolizione della Provincia: “Sarebbe una scelta scellerata" | Stampa |
Martedì 17 Luglio 2012
Teramo-Nostra-CapoluogoNel recente decreto "Spending review" del Governo Monti, è stato annunciato il taglio di molte delle attuali Province Italiane, anche se non sono ancora chiari i criteri e i parametri che saranno utilizzati. Ciononostante già circolano ipotesi di soppressione di circa 60 delle attuali 110 Province, con l'abolizione di quelle con meno di 350mila abitanti (o con un'estensione territoriale inferiore ai 3mila km quadrati). Se questa ipotesi dovesse essere confermata, la Provincia di Teramo con i suoi 312mila residenti cesserebbe di esistere per essere annessa a quella Aquilana o secondo altri pareri con Pescara o Ascoli Piceno. Della questione ha parlato stamane in conferenza stampa il direttivo di Teramo Nostra: "Se venisse soppressa la nostra Provincia – sottolineano i membri dell'associazione -, la Città di Teramo perderebbe di fatto il suo ruolo storico di Città Capoluogo, con il conseguente declassamento a semplice Comune e la perdita o il ridimensionamento di tanti Enti e servizi a carattere provinciale. Con questo disegno allarmante Teramo potrebbe così dire addio a Prefettura, Questura, INPS, INAIL, Motorizzazione Civile, Tribunale, Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio, Ufficio Scolastico Provinciale, Ordini Professionali e tanti altri Uffici che finirebbero progressivamente nel nuovo Capoluogo di Provincia o al massimo resterebbero nella nostra Città solo alcuni presidi e succursali. L'Associazione Teramo Nostra, che da sempre si batte per Teramo e per la difesa dei confini del suo territorio, condanna fermamente questo progetto".

Per avvalorare le proprie ragioni, l'associazione ha ricordato anche inconfutabili dati storici: "Fu proprio la Città di Teramo a dare il nome APRUTIUM all'intera Regione Abruzzo in epoca Augustea e a mantenere ai tempi della colonizzazione romana nel I secolo a.C. il titolo di Municipio, quando altri Capoluoghi della nostra Regione ancora non esistevano. Il riconoscimento della Città di Teramo come Municipio dell'Impero determinò la grandezza d'Interamnia e del suo territorio con la costruzione del Teatro Romano, Anfiteatro e terme, tra i pochi ed unici esemplari realizzati nel centro Italia. A seguire, nel 1927, durante il Regime Fascista, la Provincia di Teramo fu pesantemente penalizzata per la creazione della Provincia di Pescara. Tanti furono infatti i comuni tolti alla Provincia di Teramo (come ad es. Penne, Loreto Aprutino, Città S. Angelo, Torre De' Passeri, ecc.) e pochi invece a L'Aquila e Chieti. Negli anni successivi e fino ai giorni nostri, un disegno proditorio e predatorio ha privato silenziosamente la nostra Provincia e la nostra Città di tanti enti ed uffici, chiusi e trasferiti in altre zone della Regione. Tra i tanti vogliamo ricordare la perdita importante della direzione dell'ENEL, pur essendo la nostra Provincia la maggior produttrice di energia elettrica della Regione. Per questi motivi, riteniamo sbagliata e scellerata l'idea di abolire la nostra Provincia. Teramo Nostra non getta la spugna e si batterà con forza per difendere la nostra TERAMO Città Capoluogo di Provincia. Facciamo appello, pertanto, a tutti i nostri 55mila concittadini affinché si uniscano a noi".
  
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