Carcere di Castrogno: ennesimo suicidio di un detenuto mentre un teramano è salvato in extremis | Stampa |
Venerdì 03 Febbraio 2012 18:08
carcere-suicidioUna nuova tragedia si consuma al carcere di Teramo. Ieri F.G. 37enne di origine siciliana, condannato per reati di mafia, si è suicidato impiccandosi dopo aver legato le lenzuola alle inferriate della finestra di un bagno. Il detenuto ha deciso di togliersi la vota nel Reparto "protetti" verso le 17:30. Il gesto è stato purtroppo imitato nella nottata da un secondo detenuto, il teramano P.M., che ha tentato anch'egli di impiccarsi per poi venir salvato dagli agenti. La tragedia non fa che portare di nuovo in primo piano le condizioni difficli nel quale vivono i carcerati e operano gli agenti: "Si continua a voler ignorare – fa presente Giuseppe Pallini, segretario provinciale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe -, a distanza di tempo dalla dichiarazione dello stato d'emergenza per la questione penitenziaria, che le carceri stanno per esplodere, con oggi presenti 69.300 detenuti, dei quali 29.229 imputati, 37.111 condannati e 1.805 internati. Si continua a voler ignorare che 172 istituti penitenziari italiani su 204, pari all'84,31 per cento superano la capienza regolamentare. E che 103 istituti su 204, pari al 50,49 per cento superano la capienza tollerabile. L'istituto teramano potrebbe ospitare 240 detenuti invece ne ospita 410, di questi oltre 300 soffrono di problemi psichiatrici e di salute con difficile gestione, scaricati a Teramo per il solo fatto che vi è il servizio di guardia medica h 24 è una psichiatra per alcune ore la settimana. La mancata previsione e approvazione di interventi strutturali sull'organizzazione interna dell'istituto teramano da parte dell'autorità dirigente, nonostante le ripetute denunce, lascia gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria a dover affrontare tutte criticità, con carenze quantificabili in 6o unità . Fin qui il personale ha mostrato di mantenere fede alla propria promessa rinnovata ad ogni festa del Corpo, ma è giunto il momento che i rappresentanti dello stesso Paese dimostrino che le periodiche visite in carcere non si sono limitate e non si limitano ad una passerella mediatica".
  
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