09-05-2008 13:31:00
Il Prefetto Francesco Camerino si era già fatto portavoce nel 2006 delle richieste dei Sindaci dei Comuni costieri teramani che, fortemente penalizzati rispetto agli altri Comuni del litorale abruzzese, chiedevano la modifica dell’art. 10 della L.R. 135/”99 per una più equa ripartizione del numero degli operatori ammessi dall’Autorità marittima all’esercizio delle attività di commercio al dettaglio, in forma fissa o itinerante, sul pubblico demanio marittimo.
Infatti, solo una modifica al predetto art. 10, secondo cui “il numero degli operatori ammessi non può essere inferiore a quello autorizzato nell’anno precedente”, potrebbe consentire ai Comuni teramani, cui corrisponde il massimo numero di operatori ammessi, di ridurne l’entità, rendendo meno problematici i rapporti con gli esercenti e le Associazioni di categoria locali.
La questione è stata nuovamente esaminata ieri, 8 maggio, in una riunione convocata dalla Direzione attività Produttive della Regione Abruzzo, a seguito di un nuovo intervento che il Prefetto ha svolto presso il Presidente Ottaviano Del Turco per venire incontro alle esigenze degli Amministratori e delle organizzazioni di categoria.
Ai lavori hanno partecipato: i rappresentanti delle Prefetture di Teramo, Chieti e Pescara, delle tre Province, dell’A.N.C.I., dei Comuni costieri abruzzesi, della Direzione marittima, delle Associazioni di categoria.
A conclusione dell’incontro si è convenuto che la Regione Abruzzo, provvederà ad apportare la necessaria modifica all’art. 10 della L.R. 135/1999, valutando anche la possibilità di delegare agli stessi Comuni - cui già fanno capo attività afferenti il demanio pubblico – l’intera gestione delle licenze riguardanti l’esercizio di commercio al dettaglio sul demanio marittimo, secondo le rispettive disponibilità ed esigenze.
L’attuazione di quanto concordato ottimizzerà anche l’azione di controllo nei territori comunali della fascia costiera, svolto nell’ambito del “Piano di Potenziamento dei servizi di vigilanza estiva” anche per arginare il fenomeno del commercio abusivo.