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Cabinovia di Prati di Tivo, il WWF approva la decisione del Parco

13-11-2007 09:59:08

Negli ultimi giorni è ripartita la polemica sugli impianti sciistici ai Prati di Tivo e come sempre molti degli interventi denotano una scarsa conoscenza della reale situazione.

La recente decisione dell’Ente Parco di non concedere l’autorizzazione alla realizzazione di una cabinovia ad otto posti si configura come atto dovuto perché la legge stabilisce che nell’area interessata dal progetto non possono essere costruiti nuovi impianti a fune. Si tratta infatti di un impianto che arriva a circa 2000 metri all’interno di un’area naturale protetta di valenza nazionale. In tali aree, la normativa vigente per le aree naturali protette prevede che non si possono realizzare nuovi impianti sciistici, ma solo procedere alla manutenzione degli esistenti.

Non si può parlare di manutenzione o di ammodernamento impiantistico se si vuole costruire una cabinovia ad otto posti, capace di trasportare 2200 persone ogni ora, dove esiste una seggiovia monoposto.

Quindi, a meno di andare contro la stessa normativa di salvaguardia prevista dal decreto di istituzione dell’area naturale protetta, l’Ente Parco non avrebbe potuto decidere diversamente.

Il Parco ha giustamente fatto presente che potrebbe essere autorizzata la sostituzione dell’impianto esistente con uno più moderno, ma sempre della medesima tipologia.

Al contrario, la volontà di costruire una cabinovia ad otto posti fino alla Madonnina appare funzionale alla realizzazione della Pista del Lupo che, partendo da quota 2010 m, si vorrebbe sviluppare lungo la cresta dell’Arapietra e da qui, attraverso un bosco nel quale sono presenti piante secolari, verso la stazione di valle della cabinovia: il tutto con conseguente distruzione di circa 4 ettari di bosco e la riprofilatura del versante con realizzazione di scarpate alte oltre 10 m. Un vero e proprio scempio ambientale che la Gran Sasso Teramana SpA ha chiesto di realizzare, nonostante sappia perfettamente che non potrà mai essere autorizzato.


La normativa vigente dovrebbe essere ben nota a chi gestisce la stazione sciistica e il riproporre continuamente progetti che devono essere necessariamente bocciati equivale a non voler far niente e ad alimentare polemiche sterili che non aiutano nessuno. Del resto non è un caso che le polemiche partano costantemente da soggetti che hanno sempre dimostrato un’avversione al parco e che a suo tempo si opposero alla sua nascita.


 

C’è poi un ulteriore elemento di cui tenere conto: contemporaneamente alla richiesta di realizzazione di questa cabinovia è partita la richiesta alla Regione di un ulteriore finanziamento dell’impianto, nonostante siano già stati investiti milioni di euro per i bacini sciistici del versante teramano del Gran Sasso.


Ci troviamo di fronte ad un paradosso: un intervento imprenditoriale viene presentato come indispensabile per l’economia di un’intera provincia, ma necessita di finanziamenti pubblici perché nessuno è disposto ad investirci i propri soldi.


Ben venga quindi il tavolo di confronto sullo sviluppo del Gran Sasso, ma valuti anche quanti soldi pubblici sono stati spesi fino ad oggi per le stazioni sciistiche di Prati di Tivo e Prato Selva, come stanno i bilanci della società che li gestisce ed il ritorno economico di questi continui finanziamenti pubblici.


O si preferisce continuare a fare gli imprenditori privati con i soldi pubblici?



Carlo Iacovella
– Commissione Tutela Ambiente Montano e

Comitato Scientifico del Club Alpino Italiano Abruzzo

Giancarlo Pelagatti
– Italia Nostra Abruzzo

Massimo Fraticelli – Mountain Wilderness Abruzzo


Dante Caserta
– WWF Abruzzo




I vostri commenti:


#1

Nicola ha scritto il 13-11-2007 10:54:09:

Allora, è giusto rimuovere la cabinovia di Campo Imperatore che, nonostante tutto, è sempre a forte impatto ambientale. O no? I cittadini, altrimenti, non capirebbero.


#2

Claudio ha scritto il 13-02-2008 10:46:37:

Sono una persona che si preoccupa dell'ambiente, però secondo me: 1° la logica di una normativa che vieta nuovi impianti è soprattutto quella di impedire la costruzione di impianti dove non ce ne sono, non la loro sostituzione con altri più funzionali e moderni; 2° Se la manutenzione di un impianto non è più possibile è normale sostituirlo, inoltre con uno più moderno e funzionale; 3° Il Parco ammetterebbe un impianto della stessa tipologia. Perchè allora una discussione sul tracciato che già si conosce qual è? Addirittura si è parlato di abbassare la quota di arrivo dell'impianto (compromettendo il senso dell'opera e non nel senso richiesto dalla legge); 3° il problema dell'afflusso di gente (magari) si pone più per l'estate e con il sistema in questione potrebbe essere limitato; 4° se un problema è il taglio degli alberi, l'obbligo di piantarne degli altri, magari in quantità superiori, dovrebbe risolvere la questione, quando non parliamo di piante uniche nel loro genere (ma spesso non si accetta una simile soluzione); 5° In caso di finanziamenti pubblici è bene valutare il tutto e non far pesare un'attività su istituzioni pubbliche, però: a) sono innumerevoli le attività private che li ricevono e molte con inferiori riflessi sulla collettività; b) certamente i gestori delle stazioni sciistiche in questione non sono esenti da colpe, ma ditemi, una stazione con due impianti e una o due piste, può secondo voi, attirare gente ed essere in attivo?; 6) Si è gridato in passato per strade create ai Prati per posizionare i piloni delle attuali seggiovie, ora mi sembra che lo scempio non sia più tale (quindi gli impatti oggi si possono limitare); 7) sono stati già rimossi vecchi impianti ai Prati, faccio fatica a dire ora dove si trovassero (interventi dell'uomo fatti con oculatezza sono reversibili). In conclusione, far riflettere, si, vigilare, certamente, far intervenire chi di dovere quando spetta è un obbligo, ma attenzione a gridare a lupo a lupo! Molte associazioni ambientaliste hanno bloccato negli anni passati un proliferare di impianti dissennato sulle nostre montagne. Mi trovano concorde, ma una stazione sciistica degna di tale nome si può concedere? Pur vigilando? Io penso di si. Le associazioni ambientaliste così come il Parco svolgono una funzione importantissima, ma non per questo sono esenti dal rischio di perdere obiettività, con il rischio di perdere credibilità e l'appoggio poi sulle questioni veramente fondamentali. Tutto quanto detto, ricordo per correttezza come avevo premesso, è una mia opinione, ma non solo la mia.