INTERVISTA AL MANAGER DELLA ASL MARIO MOLINARI
“Sogno un polo oncologico e un ospedale senza dolore”
30-06-2006 08:15:53
Mario Molinari è da qualche mese il nuovo direttore generale della Asl di Teramo. Dietro un’apparenza schiva e riservata c’è un professionista preparato con molti anni di lavoro e di esperienza alle spalle. Lo abbiamo incontrato per saperne di più sulla complessa situazione sanitaria del nosocomio teramano.
Molinari, da quando è diventato manager ha deciso di trasferirsi a Teramo. Come si trova nella nostra città?
Direi molto bene, anche se per il momento lavoro troppo per partecipare attivamente alla vita sociale e culturale. Quando esco dalla Asl, alle 20,30, ho davvero poco tempo per godermi una passeggiata per il Corso. In ogni caso ho scelto di trasferirmi a Teramo per vivere in prima persona i bisogni e le emergenze di questo territorio.
Lei, pur affermando che la sanità teramana attraversa un periodo difficile, non ha mai criticato la passata gestione.
In realtà credo che la sanità abruzzese nel suo complesso, e naturalmente anche quella teramana, attraversino un periodo complesso. A parte i miei rapporti personali con Sabatino Casini, che giudico buoni, non è mia abitudine criticare chi ha rivestito un ruolo prima di me, anche perché sembrerebbe che lo faccia per togliermi qualche responsabilità. E poi credo fortemente nel principio della continuità dell’azione amministrativa: non bisogna distruggere ma correggere e migliorare.
Parliamo di un tema “caldo”: l’ospedale di Giulianova. Verrà ampliato e sarà realizzata una nuova struttura?
Su questo punto ho già avuto un incontro con l’amministrazione di Giulianova, a metà luglio credo che ci sarà anche un consiglio comunale aperto sul tema. Stiamo già lavorando per un progetto di ampliamento e ristrutturazione che ci permetterà anche di utilizzare un finanziamento di 15 milioni di euro.
Qualcuno l’ha accusata di non avere progetti per la sanità teramana. E’ così?
Assolutamente no. In questo periodo c’è stata una fase di verifica, ascolto e conoscenza della realtà teramana. Ora stiamo costruendo l’ “impalcatura”: credo che in primis sia necessario fare della Asl una vera e propria azienda. Per fare un esempio qui manca del tutto la contabilità analitica e il controllo di gestione. Abbiamo pronto uno schema di riorganizzazione e razionalizzazione, ma per questo secondo aspetto, ho bisogno di sentire tutti i Sindaci e gli amministratori locali.
Cosa fare, in concreto, per ridare fiato alla sanità teramana?
Ho pronte alcune proposte per mandare un messaggio forte alla comunità teramana.
Innanzitutto la realizzazione di un polo oncologico, in cui si applichi anche la chirurgia oncologica, un polo cardiologico e, visto che si parla di umanizzazione, riuscire ad avere realmente un “ospedale senza dolore”, per cui servono formazione e buona volontà. Allargare il centro nutrizionale, che cura anoressia e bulimia, creare un servizio completo per diabetologia, con dietisti, psicologi, podologi e cardiologi. E poi vorrei realizzare anche qui un esperimento che ho applicato con successo a Senigallia. Si tratta di un centro semi-residenziale diurno per malati di Alzheimer. Ne ho già parlato con l’assessore regionale Betty Mura, si tratta di un importante intervento socio-sanitario che dà una mano alle famiglie con anziani colpiti da questa malattia.
E per le liste d’attesa?
Per questo ci stiamo attivando per realizzare io programma regionale, per rientrare nei parametri previsti dalla normativa nazionale. Dobbiamo anche migliorare il dialogo con i medici di medicina generale, che rappresentano una risorsa e non un ostacolo.
Filippo Lucci
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