15-12-2005 23:03:22
L’Anno Mondiale della Fisica 2005 volge al termine e il professor Eugenio Coccia, direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Infn, dopo L’Aquila, non ha voluto far mancare agli amici Teramani l’opportunità di capire il genio di Albert Einstein, in una conferenza organizzata dal Comune di Teramo alla Sala San Carlo del Museo archeologico “F. Savini”. Più volte considerato dai detrattori “uno scienziato pazzo”, in verità Einstein è il padre della Fisica del Novecento che ci ha aperto le porte alla conquista dei segreti dell’Universo. Se un giorno viaggeremo fin quasi alla velocità della luce, raggiungendo le più lontane stelle e galassie, dovremo ringraziare Einstein e la sua Teoria della Relatività, formulata appunto 100 anni fa. “L’universo è armonia, nell’universo succedono un sacco di cose - spiega E. Coccia - esistono tante galassie piene di stelle quanti sono i granelli di sabbia su una spiaggia, astri che punteggiano la bolla dell’orizzonte spazio-temporale della Terra. Il nostro pianeta e noi stessi siamo fatti di polvere cosmica riorganizzata, un fatto lungamente insegnato dalle culture antiche”. Ora sappiamo che la polvere cosmica è costituita da bollicine effervescenti, vortici di luce organizzati, compressi a fondo nelle stelle. “Noi viviamo fra il grande e il piccolo, in un tempo e in un luogo nell’Universo dove le cose sono state condensate, cristallizzate, costituite e sistemate”. La scienza non sa ancora se la vita cosciente è rara o comune nell’universo: quanto speciali siamo noi e la nostra Terra? “È abbastanza buffo che oggi gli scienziati si stiano scervellando sullo strano fatto che l’intero Universo sembri speciale. Nell’Universo c’è abbastanza materia per renderlo tale e i rapporti fra le 4 forze fondamentali sembrano regolati per produrre un Universo piatto sorprendentemente complesso, bello, ordinato e duraturo”. Se proviamo ad armeggiare un po’ con una sua parte qualsiasi, otterremo un universo di buchi neri, bollicine inconsistenti o altre stranezze: si tratta di un progetto o di una coincidenza? “In effetti la storia della ricerca di un ordine, di un modello e di un significato nel Cosmo, è molto antica. Per molto tempo si è sospettato che i pianeti del nostro Sistema Ssolare celassero delle relazioni segrete. Nell’antichità gli studiosi riflettevano sulla “musica delle sfere”, i corpi celesti che cantavano sottili e perfette armonie ai loro adepti. Oggi abbiamo la sobria precisione delle leggi di Keplero, Newton e Einstein”. E le armonie matematiche sono impresse ovunque. “Oggi si pensa che il nostro Sistema Solare si sia concentrato da un disco di detriti circa cinque miliardi di anni fa per formare un Sole. I materiali residui più pesanti si sono attratti fra loro e sono stati tirati dentro per formare piccoli asteroidi e pianeti rocciosi. I gas più leggeri sono stati spinti fuori più lontano dal vento solare per condensarsi formando i quattro giganti gassosi: Giove, Saturno, Nettuno e Urano. Nel Sistema Solare interno, gli asteroidi si sono trasformati in pianeti, mettendo a posto gli ultimi pezzi con sempre più energia e oggi molti sono tuttora roventi all’interno a causa delle collisioni”. Alla fine le cose sono diventate così come le vediamo ora. “Non a caso il piano del Sistema Solare è inclinato di 30° rispetto al piano della Galassia, per cui il nostro sistema si muove a spirale attorno a uno dei rami della Via Lattea. Un altro modo di rappresentare il Sistema Solare è immaginarsi lo spazio-tempo come una membrana di gomma con il Sole come una palla pesante e i pianeti come bilie collocate sopra di esso”. Questo è il modello di Einstein del modo in cui la materia curva lo spazio-tempo e aiuta a visualizzare la forza di gravità tra le masse. “Se lanciassimo un pallina priva di attrito sopra la nostra membrana, questa verrebbe facilmente catturata da una delle bilie, oppure verrebbe fatta ruotare attorno per alcune volte e poi sputata fuori, o si stabilizzerebbe in un’orbita ellittica a rotazione veloce a metà di ciascuno dei cunicoli spazio-temporali. Come un pianeta, più la pallina scende lungo l’imbuto e più rapidamente deve girare in cerchio per cessare di scendere lungo l’abisso. Quindi, più veloce gira e più pesante diventa, e il suo orologio sembra andare un po’ più lentamente”. Poco meno di quattrocento anni fa pochi grafici costituivano il fondamento del pensiero cosmologico occidentale costruito in diverse migliaia di anni. “Oggi appaiono come pittoresche reminiscenze di una cosmologia alchemica ormai sepolta sotto i pianeti e gli elementi fisici recentemente scoperti”. Con Einstein tutto è armonia.
Nicola Facciolini