TERAMO : LAVORI A REGOLA D’ARTE ???????
10-10-2008 15:27:09
 In latino ars, artis significava ogni abilità materiale o spirituale mirata a progettare o a costruire qualcosa. Il senso della parola coincideva con quello del greco tékhne, e questo valore si conserva ancora oggi in alcune espressioni come ad arte, a regola d'arte. In italiano arte appare alla fine del XIII secolo. In origine, la parola indicava l'attività umana regolata da procedimenti tecnici e fondata sullo studio e sull'esperienza. L'arte può essere considerata l'aspetto di una professione di antica tradizione svolta nell'osservanza di alcuni canoni codificati nel tempo. In questo senso, le professioni artigianali - quelle cioè che afferiscono all'artigianato discendono spesso dal Medioevo, quando furono in qualche modo sviluppate come attività specializzate e gli esercenti arti e mestieri vennero riuniti nelle corporazioni. Ogni arte aveva una sua tradizione, i cui concetti fondamentali venivano racchiusi nella regola dell'arte, cui ogni artiere doveva conformarsi. Non è un caso che ancora oggi il codice civile nell’Art. 2224 Esecuzione dell'opera recita: … ” dell'opera secondo le condizioni stabilite dal contratto e a regola d'arte, …”. La nostra città esprime la sua “terramanità” attraverso l’eccezione alla regola. Alcuni esempi: si provvede a riasfaltare viale Crispi, dopo le prime piogge tutti si accorgono dei problemi, non si contestano i lavori alla ditta e se programmano di nuovi dopo neanche due anni; si realizza la cementificazione di uno spazio verde in via Badia, con “un’opera d’arte” creando un percorso pedonale con lastrico di pietre di fiume. Ma queste non sono messe bene determinando pericolosi avvallamenti dando assenza alla stabilità per chi percorre il vialetto si lascia tutto com’è; si provvede alla ristrutturazione del marciapiede su ponte San Ferdinando per la messa in sicurezza dei pedoni, ma gli stessi risultano essere in alcuni punti a raso o eccedenti di un solo centimetro dal livello della strada; nulla viene eccepito; si sostituisce un pezzo di recinto da parte di Trenitalia in viale Crispi, si lascia tranquillamente quello vecchio per terra sull’aiuola a futura memoria. L’associazione Robin Hood aveva chiesto alla ex amministrazione Chiodi di creare un pool di Tecnici comunali e di Vigili Urbani che sorvegliassero sulle opere pubbliche e private, partendo dalla esperienza positiva di altre città, rilevando lo stato dei luoghi prima e dopo l’opera (pubblica o privata) verificando non solo la realizzazione ma la sua esecuzione a regola d’arte. Evidentemente il concetto di regola d’arte può risultare a taluni esponenti della “terramanità” astratto e inapplicabile.
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