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Odissea di un piccolo brufolo


26-07-2010 Ore 13:26


...incredibile, ma vero...non sono solo gli eroi epici a vivere intrepide avventure, ma anche piccole cisti siero-purulente con nomi altisonanti come idrosadenite suppurativa.

Si, perchè quando ti incontri con la "ma la sanità?", anche una cisti può portare all'infiammazione dei delicatissimi linfonodi e a mesi di peregrinazioni ospedaliere...

Questo è successo a una ragazza di Teramo. 

Fiduciosa la giovane si è recata nell'ambulatorio di chirurgia del nostro ospedale. Li' il chirurgo l'ha incisa lasciando agli infermieri il compito di farle le 4 zaffature di medicazione che avrebbero dovuto portarla a completa guarigione in una settimana. Dopo quasi due mesi, ben 20 medicazioni e tanta maleducazione la ragazza è scappata a Giulianova dove, finalmente, un bravo chirurgo e 3 medicazioni ben fatte l'hanno curata definitivamente.

Il problema di fondo è che non siamo qui a parlare di incidenti o di errori, ma di una NONCURANZA che va oltre l'inverosimile.

 Infatti per circa due mesi la studentessa è andata un giorno si e uno no a farsi medicare da questi 3 infermieri a turno. Possibile che nessuno di loro si sia chiesto come mai non guariva? 

Ancora: possibile che mentre la medicavano parlassero tra loro male del terzo assente? ("lui ha detto che le ferite non le vuole medicare più perchè ci mette tempo". Mentre la ferita della giovane aveva rifatto pus, guarda caso, giusto dopo le due frettolose medicazioni di "lui"... voi cosa avreste pensato al suo posto?). Possibile che la ragazza entrasse in ospedale alle 9:00 e ne uscisse alle 12:00 pur non avendo persone davanti? 

Certo si potrebbe rispondere che, mentre i pazienti aspettavano, le infermiere uscivano dalla stanza per lavoro o si chiudevano dentro da sole per fare cose importanti. (A proposito sarà per questo che ci chiamano "pazienti"? Perche' aspettiamo armati solo della santa pazienza?)

Ma il dubbio viene quando si pensa alla goccia che ha fatto traboccare la pazienza di questa paziente:

 mentre lei aspettava da DUE ore (pur essendoci davanti a lei una sola altra persona che aveva finito un'ora prima) sono arrivati due ragazzi con cui la balda e ligia infermiera si e' messa a parlare. La ragazza allora si e' avvicinata facendo gentilmente notare che lei era prima.

INFERMIERA- bè, se a te non ti va bene te ne puoi anche andare – povero italiano, paziente anche lui- Questi non sono qui per la medicazione, fanno scienze infermieristiche e stiamo parlando di cose importanti!

RAGAZZA- veramente io vi ho sentito parlare di facebook...

INF - insomma cosa vuoi da noi, ti incavoli sempre. Io non ho tempo da perdere!

RAG - ...

Perchè la ragazza ne ha tanto di tempo da perdere ad aspettare ore e ore...cosi' come tanti altri pazienti pazienti che in questi due mesi ha conosciuto. Vecchini che rassegnati: "qui e' sempre cosi'". 

Lei pero' non c'e' stata a rassegnarsi. La sua storia l'ha voluta raccontare. A me e al tribunale del malato: "non e' giusto che persone cosi' se la cavino. Questo loro comportamento è costato un sacco di soldi alla Sanita' (20 medicazioni sono tantissime), tanto tempo a me, il peggioramento della mia situazione di salute, per non contare la pessima figura che fanno fare all'ospedale e alla categoria!"

E' importante però fare dei distinguo. In questa storia completamente altra parte ha avuto un'infermiera di chirurgia, sempre a Teramo: "e' stata gentilissima. Non le competeva medicarmi, ma lei l'ha fatto. Mezz'ora di attenzione e gentilezza in cui ha ripulito la ferita da tutte le schifezze 
che i suoi "colleghi" ci avevano lasciato con la loro disattenzione e ignavia. Mi ha aiutato a riprendermi quella dignità che il comportamento degli altri mi aveva tolto. "

Perchè è questa la cosa più importante: la DIGNITA' del malato che MERITA di essere trattato con rispetto come ha fatto l'infermiera di chirurgia, come ha fatto il chirurgo di Giulianova...certo l'opposto di come ha fatto il trio dell'ambulatorio!

Insieme a tutti coloro che, come questa ragazza, hanno vissuto storie di analoga disattenzione e superficialità, ci auguriamo che questo articolo possa portare a una maggiore attenzione e controllo. Sicuramente d'ora in poi questi infermieri sanno che non ci se la cava sempre a buon mercato quando NON si fa il proprio dovere!


Simona Settepanella


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I vostri Commenti

# 1

Fabrizio 27-07-2010 Ore 14:08

Non è neanche necessario andare tanto lontano per vedere la differenza... Basta osservare il "flusso migratorio" dei pazienti (anche per semplici prestazioni quali analisi cliniche, ecc) verso gli ospedali di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto... Ogni tanto si disquisisce (ormai ha il sapore di una diatriba da bar sport) della chiusura dell'Ospedale di Sant'Omero. Ma dal punto di vista pratico... E' come se fosse stato già chiuso.
E non è tutto... Non basta la scortesia ma si deve aggiungere anche l'inefficienza: qualche giorno fa avevo chiesto la prenotazione di un esame specialistico a Teramo per ottenere la data del 19 novembre. Non ho fatto altro che chiamare l'Ospedale di Ascoli P. per ottenere la data del 31 agosto.
So anche molto bene che sarebbe stato possibile chiedere a qualche medico di Teramo il favore "lavorare internamente" per far anticipare la prenotazione...
Se bastasse classificare l'ignoranza e la miopia culturale e sociale come un "male del sud", allora potremmo spostare sulla mappa la nostra provincia a latitudini molto basse...

# 2

nino 26-07-2010 Ore 20:07

vi posso assicurare che il grado di civiltà che si percepisce nel personale dell'osp di teramo è nettamente scaduto negli ultimi anni. se si va in nosocomi del nord ci si stupisce del salto in avanti dei rapporti umani..mi dicono che in effetti questo è il grado della nostra civiltà..borbonica!!!

# 3

aldo 26-07-2010 Ore 12:31

denunciare,denunciare,denunciare,alla magistratura ,altrimenti solo chiacchiere e le cose non cambieranno mai....