La morte del Diritto: appello ai 47 sindaci della Provincia di Teramo
11-03-2010 Ore 15:51
Gli studenti di giurisprudenza lo sanno dal 1° anno: nel diritto la forma è sostanza. Le norme in democrazia non sono vuoti formalismi, sono le regole del gioco che tutelano tutti i cittadini in modo generale e astratto. Il cosiddetto “Decreto salva-liste” del Lazio e della Lombardia, squallidamente varato dal governo e sciaguratamente firmato da Napolitano (a prescindere dalla pessima figura fatta dall’esecutivo, che si è dimostrato tecnicamente incapace di varare un decreto che produca effetti), segna la morte del diritto in Italia. Nell’infame tentativo di far digerire l’amaro calice, il governo argomenta che la sostanza (consentire il più ampio esercizio del voto) deve prevalere sulla forma. Se così fosse, ragionando allo stesso modo, il superiore interesse sostanziale dello Stato a tutelarsi nei confronti di chi commette reati dovrebbe prevalere sulla formale prescrizione temporale dei delitti, con la conseguenza che tutti i reati dovrebbero essere perseguiti e processati senza alcun limite di tempo. Purtroppo non risulta che Berlusconi la pensi così, tanto che invoca sempre la prescrizione nei processi nei quali è imputato. Oggi il PDL si declina così: “Paura della Legalità”. L’arroganza con la quale si calpestano le regole democratiche a partita già iniziata (elezioni regionali) segna un punto di non ritorno nelle offese arrecate alla democrazia. Mi appello a tutti i 47 Sindaci dei Comuni della Provincia di Teramo: che siate di destra, di centro o di sinistra, voi tutti avete giurato “di osservare lealmente la Costituzione italiana” (art. 50 comma 11° D.Lgs. n. 267/2000) e siete i garanti della legalità. Per questo, seguendo l’esempio di alcuni sindaci del nord, vi chiedo un piccolo gesto di grande coraggio: l’esposizione fuori dai municipi dei tricolori listati a lutto oppure a mezz’asta. Sarebbe un segnale di resistenza democratica e di amore per la costituzione e per il diritto che – ironia della sorte – fu inventato dai romani millenni or sono e proprio a Roma viene oggi umiliato e ucciso.