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Al Pd non va giù il riordino degli ospedali voluto dalla Regione


25-07-2010 Ore 16:08


La riforma del sistema ospedaliero regionale continua a suscitare dubbi e perplessità nel centrosinistra teramano. Tante le voci nel partito democratico che avversano la linea presa dal Governo regionale sulla sanità: "Sta per essere varato un piano di riorganizzazione della rete ospedaliera fatto di lacrime e sangue per tutte le Province abruzzesi, ma - certamente per distrarre i cittadini da quelli che saranno poi i "loro" problemi - si è aperta un'inutile e sterile polemica sui presunti privilegi che Teramo avrebbe ottenuto. Chiodi ha interesse a far passare l'idea che la nostra provincia esca rafforzata da questo piano, e in questo lo aiutano i malumori espressi da tutte le altre realtà provinciali. Sia chiaro, invece, che Teramo non ci sta. E' decisamente ridicolo pensare che si siano ottenuti favori e concessioni che porteranno vantaggi alla nostra provincia. A Teramo, con questo piano, si dà di fatto il via alla privatizzazione del presidio di S. Omero e si trasformano Atri e Giulianova in ospedali a basso livello di prestazioni, con ulteriori riduzioni delle attività e ulteriori chiusure di reparti. Ma dov'è il rispetto per i cittadini? Dov'è il rispetto per le Istituzioni locali? Nessun tipo di confronto. Nessun piano dettagliato di privatizzazione del P.O. di S.Omero è stato mai illustrato".

Queste sono le parole del segretario provinciale del PD di Teramo, Robert Verrocchio. E non è che le considerazioni dei consiglieri regionali colleghi di partito di Verrocchio, siano differenti: "Con questo Piano - ricorda Giuseppe Di Luca - si legittima l'arrivo del privato a Sant'Omero e si colpisce un presidio in un'importante zona di confine che era stato un vanto della politica teramana". "Se dobbiamo parlare di posti letto - aggiunge Claudio Ruffini -, Teramo è quella che ne ha e ne ha avuti di meno rispetto alle altre province, tanto che siamo a 3.09 per mille posti letto su una media regionale di 3.5 per mille. La cardiochirurgia di cui tanto si parla a Teramo è il reparto più longevo dell'ospedale ed ha conosciuto e rappresentato un'eccellenza non solo per Teramo ma per l'intero Abruzzo. Non ha visto aumentare nessun posto letto se non quelli che il vigente Piano Sanitario regionale gli ha assegnato".

La ricetta del Pd sembra chiara: "Critichiamo fortemente questo Piano perchè non risponde alle liste di attesa, e nel teramano non da una risposta alla mobilità passiva: nessuna contromisura, nessun intervento per ridurre i costi della mobilità passiva che nel nostro territorio sono un fenomeno allarmante. La battaglia non deve essere tra i territori ma va fatta perchè una volta per tutte in Abruzzo si riaffermi la sanità pubblica e il privato faccia il privato e non il privato assistito con i soldi pubblici. Cosa proponiamo? Secondo noi- spiegano Ruffini e Di Luca- c'è bisogno del taglio del 50% ai posti letti privati per acuti. C'è bisogno poi di una unica direzione regionale ovvero una asl unica con la gestione unica degli acquisti, degli appalti e della spesa farmaceutica che è andata fuori controllo. Basterebbero solo queste due cose per raggiungere facilmente l'equilibrio economico nel 2010 e far vivere tutta le rete ospedaliera pubblica in Abruzzo ivi compreso la trasformazione dei 5 piccoli ospedali in ospedali di comunità o del territorio. Questa è la battaglia che dobbiamo fare"

 


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