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“… E io pago!”


Pista ciclabile, ippovia, parco fluviale, Lotto “0”, superstrada nuova e già chiusa per lavori. Benvenuti nella città dei progetti (…sulla carta)

23-09-2009 Ore 11:44


A due settimane dall’annuncio riguardante la costituzione di un gruppo di progettazione interno alla Provincia per definire la tanto attesa pista ciclabile Teramo-Giulianova, nel palazzo dell’Ente nulla si muove. La causa, secondo alcuni, starebbe in alcuni contrasti sulle competenze tra settori che impediscono, ad oggi, la formazione del gruppo di tecnici dell'Ente che dovrebbe definire il progetto cantierabile della pista.
Addirittura sarebbero spuntati fuori più progetti preliminari, o meglio, più idee progettuali, discordanti tra di loro. Quel che è certo è che il tracciato indicativo del percorso ciclo pedonale, con la previsione anche di un'ippovia, è contenuto nel Piano d'Area della Media e Bassa Valle del Tordino, adottato dallo scorso Consiglio Provinciale e in via di pubblicazione.
All'annuncio della Provincia aveva fatto da contraltare un comunicato stampa del Comune di Teramo che si associava al progetto provinciale comunicando che avrebbe provveduto al progetto del tratto di competenza comunale fino a S. Nicolò. Ma anche di questa attività non si hanno notizie.
Nel frattempo continuano i lavori del Centro Commerciale di Bellante, che dovrebbero prevedere anche la realizzazione di un parco fluviale con relativa pista ciclabile. Altro progetto che si sovrappone a quelli annunciati da Provincia e Comune.
Ma a tanti proclami, ad oggi, non sono seguiti i fatti ed il famoso bando per il finanziamento europeo nell'ambito dell'IPA scadrà a metà ottobre.
Della pista ciclabile Teramo-Giulianova si parla da anni ma, mentre regioni vicine, come le Marche, hanno già realizzato parte della Ascoli-mare ciclabile e quasi completato le reti ciclabili sulla costa ed in ambito europeo si punta molto sulla mobilità alternativa, in Provincia di Teramo poco si fa.
D'altra parte le vicende legate al completamento della viabilità ordinaria, con gli eterni lavori del "Lotto O" e la disastrata situazione di infrastrutture da poco completate, come la Teramo-Mare, dovrebbe far riflettere sulle capacità pianificatorie e gestionali degli amministratori, di qualunque colore politico essi siano.
Cosa fare quindi? Aspettare. Sperare. E, chissà, magari un giorno protestare per i ritardi e le omissioni.


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